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CREMONA PROTESTA -1

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BreBeMi o Cremona - Mantova come le Olimpiadi a Roma: i No che aiutano a crescere.

Attraverso le opere inutili, le banche alimentano la crisi negando credito a imprese e famiglie


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Lettera al Consigliere Regionale Carlo Malvezzi

Noi che frequentiamo la statale Cremona – Mantova non sentiamo il bisogno di una autostrada, perché un’altra cementificazione del territorio?

Per ragioni  di lavoro mi sposto spesso tra Cremona e Mantova, sulla statale esistente che è praticamente diritta. Nonostante l’attraversamento di alcuni paesi, direi che è anche abbastanza veloce: a seconda della fascia oraria la si percorre tutta in poco più di un’ora.

Si dibatte del progetto di costruzione dell’autostrada, di certo alcuni la ritengono un’opera necessaria, e il Consigliere Regionale Malvezzi è uno di loro. Ma vorrei dirgli che tra le persone che io normalmente frequento, che sono alcune centinaia, non c’è nessuno che condivide. Sono agricoltori, professionisti, agenti di commercio, in generale persone che usano molto la macchina e che danno grande importanza alla mobilità. La maggioranza di essi ritiene che l’autostrada sarebbe un’opera inutile, e tutti la ritengono comunque non prioritaria.

In Lombardia ci sarebbero un mucchio di cose da fare, che potrebbero creare ricchezza e servizi. Ad esempio, potremmo sistemare le scuole, favorire la sopravvivenza delle imprese, affrontare il cambiamento climatico; forse sarebbe utile anche la circonvallazione in alcuni paesi, quali ad esempio Castellucchio, a mio avviso il solo collo di bottiglia su tutta la statale Cremona Mantova esistente.

Inoltre, sappiamo che la pianura Lombarda è già stata oggetto negli anni passati di una cementificazione assurda, e che ha già un agro-sistema fortemente degradato che bisogna migliorare. Sarebbe tempo di una nuova modalità di sviluppo, a basso impatto, che crei lavoro vero. In altri Paesi, quali la Germania, la Danimarca, l’Olanda, lo stanno facendo. 

Le chiedo , Consigliere Malvezzi, lei ha mai parlato veramente di questo progetto con le persone del territorio?  Ha mai provato a definire una scala di priorità con la gente che qui ci vive? Faccio riferimento ovviamente alle persone vere, non alle lobby che promuovono il progetto, di qualsivoglia colore. Anche io vorrei ascoltare perché ancora si dibatta di un progetto come questo che appartiene al passato, a fronte di flussi di traffico in diminuzione, che tutti i trend confermano anche per il futuro. Vorrei  capire quali sono gli interessi in gioco, e quali le alternative.

Sappiamo che la politica sana, quella che opera nell’interesse della gente e non dei gruppi di potere, è sempre alla ricerca di protagonisti. La invito a volersi aprire a una discussione franca e serena con la società civile, che sono certo porterà nuove prospettive, nell’interesse del territorio in cui viviamo e che amiamo.

Paolo Segalla, Agronomo (Casalmaggiore)

Vado a Mantova per lavoro tutti i giorni da 12 anni e dissento totalmente dal lettore che recentemente ha inviato una lettera al consigliere Malvezzi. La questione é tutta nelle parole che il lettore stesso ha evidenziato con le sue parole: per percorrere 65 km ci si impiega più di un'ora quando invece dovrebbero essere sufficienti al massimo 40 minuti. Moltiplichiamo quindi 30 minuti al mattino e 30 alla sera per 12 anni e vi renderete conto di quanta vita ho sprecato su quella maledetta strada. Che poi non sono i flussi di traffico in assoluto il problema, bensì l'enorme quantità di camion ed anche di trattori nel periodo estivo che rallentano in modo esasperante la velocità di marcia e costringono l' automobilista spesso a un sorpasso via l'altro, con i rischi che ne conseguono. Per me il tempo ha un valore inestimabile e un'ora persa sulla strada tutti i giorni è qualcosa di veramente inaccettabile. Quindi caro lettore vede che le opinioni della gente divergono a seconda della scala di valori che uno ha nella propria vita, per me che il tempo è sempre troppo poco avere a disposizione un' ora in più al giorno sarebbe una ricchezza ineguagliabile.

Alberto Tronco

Rispettiamo le esigenze di velocità del lettore, anche se la valutazione dei flussi di traffico e dei tempi relativi comprende camion e trattori. Ma c'è un altro elemento da valutare: l'enorme sgarbo al territorio, la cementificazione, i danni ad una fetta di campagna genuina. E poi l'entitò della spesa: quanto costa l'autostrada, dal che deriva che non ci sono certezze sul suo approdo (Calvatone, Bozzolo? ) e sui tempi di realizzazzione , quando alcuni aggiustamenti al percorso già esistente garantirebbero anche un più rapido approdo a Mantova centro. Persino il mito dell'autostrada e persino della sua valenza come motore ecoonomico è obsoleto: insomma, il problema va visto nella sua complessità e vastità, non solo per esigenze personali, per quanto legittime.

Protesta davanti a Banca Intesa a Milano, Unicredit a Brescia, Ubi Banca a Bergamo - Utilizzano i soldi UE praticamente a costo zero per riempire di cemento e inquinamento il territorio lombardo che sarà il più denso di realizzazioni autostradali dell'intera Europa - Cremona strangolata dalla PM 10 e dalle prospettive reagisce? No, aderisce con continue devastazioni in città e provincia

Le nuove autostrade in progetto o in costruzione in Italia: ben 32

La maggioranza dei cantieri nelle 4 Regioni della Pianura Padana -Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia

La rete autostradale italiana, che già oggi si estende per 6.630 chilometri ed è più “densa” di quella media europea (2,2 chilometri di rete ogni 100 kmq di superificie, contro 1,5), è destinata a crescer di un terzo. Le nuove tratte copriranno il territorio con una striscia d'asfalto 2.100 chilometri e larga (come minimo) 25 metri. Ad essere sacrificati, i terreni agricoli: ne è caratteristico esempio la inutile Cremona - Mantova che per salvaguardare gli interessi della Centropadane e la tenuta della concessione, devasta uno dei territori più fertili e incontaminati della pianura padana.

Le nuove autostrade hanno una caratteristica in comune: sono tutte “private”, costruite in project financing. Le opere, che costeranno oltre 45 miliardi di euro, dovranno essere ripagate nell'arco di 15, 30 o 50 anni dagli utenti, mediante i pedaggi. Se non sono utili poco importa: garantiscono appalti alle imprese di costruz ione, private e cooperative, socie dei concessionari autostradali, che affidano a sé stesse le opere. Sulle rete esistente, con questo metodo, in due anni sono svanite gare per un valore di 1,12 miliardi di euro.

Già per le autostrade esistenti l'86.4 per cento pari a 5.726 chilometri è in concessione, solo il 13,6 per cento pari a 904 chilometri è in gestione diretta all'ANAS.

Con oltre 390 chilometri di nuove autostrade la Lombardia sarà l'area autostradale più densa d'Europa. Con un ulteriore incremento delle mortali PM 10.

Per uscire dalla crisi occorre selezionare le priorità per dire dei SI' alle imprese che chiedono credito per reggere la situazione difficile e programmare nuovi investimenti, ma anche dire dei NO, come ha fatto il Governo per le Olimpiadi a Roma e il Ponte sullo Stretto - dichiara il cremonese Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia - occorre rivedere i progetti di grandi opere alla luce delle nuove esigenze e dei dati reali di traffico.

Nel grafico: Lombardia: 390 km.

Le banche continuano ad alimentare la crisi economica causata dalla speculazione immobiliare mentre le piccole e medie imprese o i commercianti non trovano ascolto presso la grandi banche.. Se ne ha un evidente esempio nel territorio cremonese dove prosperano soli i progetti legati a questo settore. Grandi o piccoli che siano.L'autostrada Cremona - Mantova ma abbiamo lamentato lo strangolamente cementizio dell'area medioevale di porta Mosa, sempre a Cremona sono in attuaziome grandi progetti a nord della città nell'ex area annonaria e la fame di terreno agricolo guarda al terzo ponte o alla strada sud senza un minimo di pentimento.
Di fronte alle richiste di credito produttivo per l'effettivo rilancio dell'economia, c'è un settore per il quale le banche hanno una predilezione, spendono e spandono. E' quello autostradale.

Dal che deriva una forte azione di protesta. Legambiente si è presentata davanti alle principali filiali di Banca Intesa a Milano, Unicredit a Brescia e Ubi Banca a Bergamo: le tre società artefici del megafinanziamento che servirà a BreBeMi per sopravvivere in attesa della chiusura dei contratti di finanziamento dell'infrastruttura, prevista per giugno. Le banche lombarde trovano ben 546 milioni di euro per finanziare la BreBeMi, l’inutile autostrada, replica della Milano-Venezia, che insieme alla altrettanto inutile TEM, immobilizzerà nei prossimi anni risorse per oltre 4 miliardi di euro: è questo il costo delle due opere, considerando anche gli oneri finanziari. Si tratta di soldi spesi in opere che non sono assolutamente delle assolute priorità.

Le banche con i soldi ricevuti dall'Europa praticamente a costo zero non finanziano il nuovo ciclo economico che famiglie e imprese attendono da tempo, ma buttano i soldi del risparmio in infrastrutture stradali nate vecchie, e diventate con la crisi, tossiche per l'economia, oltre che per l'ambiente – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia –. L'unico modo per far rientrare l'investimento sarà la speculazione immobiliare, fatta di centri commerciali e lottizzazioni a ridosso dei nuovi caselli autostradali: asfalto, cemento e smog al posto della concessione di credito per lo sviluppo di nuove imprese.

La autostrada Cremona - Mantova: un percorso che si fermerebbe a Bozzolo: follia

Una immagine della autostrada a 21


ll Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre ci scrive: "Apprendiamo con grande stupore le dichiarazioni dell’onorevole Fava e del sindaco di Virgilio Beduschi che affermano con grande disinvoltura come delle due autostrade previste, o meglio dei due inutili disastri con i quali da decenni si è progettato di distruggere il nostro territorio, se ne farà una e mezza.

Vale a dire l’intero raccordo del Ti-Bre e metà Cr-Mn, da Cremona a Bozzolo.  Ipotizzando addirittura una sorta di compensazione per la società Autocisa attraverso il prolungamento della concessione.

Detto così, con questa perentorietà ed autorevolezza, sembrerebbe tutto fatto!?

Sarà l’aria elettorale, ma questi illustri politici mantovani dimenticano alcuni semplici particolari:

  • del progetto del Ti-Bre e della sua realizzazione se ne parla dal 1974 ed in questi ultimi anni abbiamo letto dell’avvio dei cantieri almeno in oltre una decina di occasioni;
  • nel novembre del 2009, la società concessionaria Autocamionale della Cisa ha presentato al CIPE  l’aggiornamento dei costi dell’opera, pari a 2.731,97 milioni di euro, con la richiesta di un contributo pubblico per 900 milioni di euro ed un subentro al 31 dicembre 2031 pari a 1.730 milioni di euro. Per la seconda volta il governo ha negato questo finanziamento. Stante la grave crisi economica ed gli ingenti tagli alle spese che il governo sarà costretto ad applicare per rientrare con il debito pubblico (come impongono le nuove norme europee) sembra alquanto arduo prevedere che quest’opera possa decollare.
  • entro il 31 dicembre 2010 inoltre non è stato approvato il progetto definitivo dell’intera opera, e  come previsto dagli impegni sottoscritti con la commissione europea, la durata della concessione stessa dovrebbe essere proporzionalmente ridotta in rapporto al progetto definitivo dell’unico tratto approvato, il 1° lotto di 12 km da Fontevivo e Terre Verdiane, da realizzarsi in totale autofinanziamento.
  • Ricordiamo che su questo aspetto ed altre inadempienze i comitati ed il gruppo dei verdi europei hanno presentato reclamo al commissario europeo alla partita, chiedendo di riavviare la procedura d’infrazione nei confronti dello Stato Italiano per contrasto con la normativa comunitaria (Direttiva 2004/18/CE) in materia di appalti e concessioni, nonché una interrogazione parlamentare a cura dell’eurodeputata Eva Lichtenberger;
  • la realizzazione e la concessione dell’autostrada Cr-Mn è stata oggetto di una gara, inizialmente aggiudicata alla ditta Cintra-Merloni. Proprio quest’ultima non avrà nulla da eccepire qualora si realizzasse solo a metà?

·       Perché non dire anche che il Ministero per i beni culturali ha bocciato il tratto mantovano dell’autostrada perché troppo impattante rispetto ad una importante zona archeologica e perché attraversa il parco del Mincio? Chiedendone addirittura l’intera riprogettazione?

Ci sembra infine alquanto tardiva la dichiarazione con la quale si ammette che non esistono né le condizioni economiche, né i flussi di traffico per garantire l'intero percorso della Mantova-Cremona. Da anni il coordinamento dei comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre denunciano, inascoltati, queste cose ed ora diciamo che la vera opportunità che ci offre la drammatica crisi economica in atto è quella di abbandonare definitivamente l’inutile e devastante sogno delle “grandi opere” che non offrirebbero nessun beneficio alle nostre popolazioni ma solo distruzione.

Le altre anomalie

Non è avvenuta la Valutazione Ambientale Strategica e Italia Nostra chiedeva l'annullamento di tutto l'iter procedurale - Risposte mancate a domande inquietanti, nel totale disinteresse per il parere dei cittadini - Soluzioni diverse neppure esplorate - Si vuole realizzare a tutti i costi un'opera che non ha neppure la prospettiva di collegamento sbandierata

La devastazione del territorio

In aggiunta a quanto denunciato da Italia Nostra, l'effettivo consumo di territorio agricolo, contro i 296 ettari dei progettisti, sarebbe di circa 1.550 ettari che, sommati a quelli necessari alla costruzione della Ti-Bre (per il solo tratto cremonese e mantovano) e del raccordo stradale e terzo ponte sul Po, porterebbe questo dato a circa 2.878 ettari. "Una vera e propria devastazione della bassa padana, altro che autostrada “leggera”. Ma la reazione degli agrari a queste prospettive è stata davvero tiepida.
Anzi tutto sommato favorevole alla devastazione. Evidentemente la vendita di terreno fa gola a molti.
"A fronte di tutto ciò, e al di là dei proclami dei politici locali che contano, sono ancora - prosegue il volantino - i numeri del progetto a parlar chiaro:
- i flussi di traffico previsti (pag. 54 dello studio del traffico) a regime (forse) nel 2032: 46.000 veicoli medi al giorno nel tratto Cremona-interconnessione col Ti-Bre, dato previsto già in calo nel sub tratto Pieve S.Giacomo -Piadena, e 20.000 veicoli medi al giorno nel tratto interconnessione Ti-Bre e interconnessione con l'autostrada del Brennero. "Sono numeri ridicoli per la loro inconsistenza e che sottolineano ancora di più l'inutilità di quest'opera".
Conclude il documento: "Questi dati devono essere resi noti ai cittadini affinchè si rendano conto finalmente di quale vera operazione stanno diventando complici: la distruzione del nostro territorio perpetrata a soli fini speculativi e per il solo interesse di chi queste opere le costruisce.
Per concludere, ai fautori di questa urgentissima opera, la cui conclusione è prevista per il 2032, vorremmo anche insinuare questo piccolo ma tragico dubbio: e se quella che è stata propagandata per un tassello della Lisbona-Kiev diventasse la Cremona-Tornata?

Coldiretti, un dossier sui danni e un convegno che ha ribadito il no

Coldiretti si è posta a disposizione degli imprenditori agricoli e di tutti i cittadini, per offrire ogni informazione utile a valutare l’impatto che la realizzazione dell’autostrada Cremona-Mantova avrà sul territorio e sulle imprese agricole.
Ha realizzato un dossier sui danni ed ha supportato il suo parere negativo in un affollato convegno svoltosi in Fiera dove sono emerse le criticità che appaiono anche in questa pagina.

Italia Nostra è intervenuta anche sulla autostrada Cremona - Mantova. Ecco le principali osservazioni.

L'autostrada nella prima fase esecutiva è limitata di fatto a due collegamenti, Cremona - Calvatone e Virgilio - A22. Il completamento del percorso si prospetterebbe per la seconda fase tra il 2026 ed il 2032, programmazione assurda per un tracciato così breve.

C'è di più: il tratto di cui si è progettata la effettiva e rapida costruzione (Cremona - Calvatone) potrà avere un minimo di utenza solo se sarà effettivamente allacciato al Ponte sull'Oglio dell'Autostrada Tirreno - Brennero, della quale è peraltro tutt'altro che sicura la tempestiva realizzazione. Se dovesse essere rinviata "sine die" la Cremona - Calvatone rimarrebbe un'irrazionale e inspiegabile moncone. Tanto dovrebbe bastare ad amministratori degni di questo nome per darsi un minimo di prudenza.


Prevedere un'autostrada soprattutto per alleviare la viabilità ordinaria dal trasporto merci è rifarsi a una concezione superata; gli esempi già in atto in Austria e Svizzera prevedono linee ferroviarie ad alta capacità che colleghino interporti prossimi alle città con treni navetta. (A Cremona si progetta il dimensionamento della stazione di Cavatigozzi, proprio al riguardo - ndr)

Il progetto si inserisce nel cuore della pianura cremonese, tra i più fertili al mondo e lo dividerà inesorabilmente in due parti. Il passaggio tra i terreni a sud e nord verrà reso problematico a uomini e animali, non è chiaro se i sottopassi sono previsti in misura e posizioni adeguate, e comunque non sono assolutamente previsti collegamenti privilegiati per pedoni e ciclisti, contraddicendo il codice della strada secondo il quale le strade di nuova costruzione debbono avere, per l'intero sviluppo, una pista ciclabile.


Il nostro autostradale intersecherà la Padana Inferiore non più in sottopasso ma con un nuovo colossale rilevato alto una decina di metri, inibendo per chilometri (ed aggiungendosi allo sgarro al paesaggio che eventualmente si produrrà con la strada sud di Cremona... ndr) la libera visione del Torrazzo, il che confligge con un paesaggio della Lombardia meridionale che il Piano Territoriale Paesistico Lombardo impone di tutelare.

Il tratto cremonese non è lineare come sarebbe logico attendersi da un'autostrada e addirittura in prossimità di Piadena prevede una vera e propria "chicane".

L'autostrada si accosta spesso a costruzioni esistenti, quasi lambendole, senza preoccuparsi di rispettare il distanziamento di legge. La barriere di protezione acustica umilieranno ulteriormente il panorama.

A S. Agata l'autostrada addirittura lambisce la discarica provinciale di rifiuti solidi urbani! E pensare che la discarica fu collocata qui per minimizzare l'effetto anomalo e disturbante del macroscopico volume fuori terra, appunto invisibile dalla viabilità tradizionale..

Ad ovest di Piadena il progetto autostradale prevede un 'area di sosta a ridosso dei Lagazzi, area di protezione naturalistica. Un enorme disturbo per il microambiente protetto.

Ed eccoci al veleno in coda. Alla serie di osservazioni espresse qui sopra, si aggiunge una incredibile manchevolezza che - secondo Italia Nostra- inficia anche l'iter procedurale dell'operazione, addirittura annullandolo: ne a Cremona ne a Mantova la popolazione è mai stata consultata dagli enti promotori. Tutto ciò è in spregio alla vigente normativa comunitaria e nazionale in materia di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S, - D. Legs 3.4.2006 n.152). Dunque "si ritiene che l'iter procedurale percorso sia da considerare nullo".Il documento è stato inviato alla Regione lombardia, al Ministero dell'Ambiente, al Ministero per i beni e le attività culturali.

L'asse ferroviaria Alessandria - CR - MN - Basso Veneto, altro che le autostrade

Ecco una bella ipotesi di spending review e nel contempo di controffensiva alle PM10

Riceviamo e pubblichiamo: Adesso lo scoprono anche i promotori: le autostrade della 'Bassa' lombarda sono un grande bluff, che non si giustifica in termini di reale domanda di traffico e che quindi sono destinate a diventare una voragine finanziaria. Nei giorni scorsi è stato il presidente di Stradivaria, la società incaricata di costruire l’autostrada Cr-Mn, a riconoscere che su quella direttrice i flussi di traffico non sono tali da giustificare un investimento di tipo autostradale, che sicuramente non riuscirebbe a ripagarsi con gli introiti da pedaggio. Meglio tardi che mai, viene da dire. Da anni gli ambientalisti, inascoltati, sostengono le stesse tesi.

Ma anche al Ministero dell'Ambiente si sono accorti che qualcosa non va sull'altra grande opera concepita per sconquassare le risaie della Lomellina, l'autostrada tra Broni e Mortara: e così ci si è presi una 'pausa di riflessione' di 6 mesi nella istruttoria del progetto, per esaminare le serie osservazioni presentate da associazioni e comitati. Non è ancora un de profundis per l'autostrada della Bassa Pavese, ma è difficile che tra sei mesi quel progetto devastante possa essere ritenuto meno inutile di come appare oggi. Specialmente in un momento in cui l'economia sta riscoprendo il valore del rigore sulla spesa.

"Chiediamo che i contributi pubblici regionali prima destinati a questi inutili e devastanti nastri di asfalto vengano ora utilizzati per il potenziamento dell'asse ferroviario padano che collega Alessandria a Mantova e al Basso Veneto: attualmente un binario sottoutilizzato che invece potrebbe supportare un adeguato trasporto di merci e passeggeri. Ciò contribuirebbe anche, ed in modo determinante, a togliere veleno dall’aria di una delle zone più inquinate del pianeta, così come ci sta chiedendo insistentemente l’Europa. Per quanto riguarda il supposto finanziamento privato delle infrastrutture, si tratta di risorse che devono essere messe a disposizione delle imprese e delle famiglie"

Facendo a meno di queste devastanti autostrade, non solo verranno salvati migliaia di ettari di buona terra agricola, ma si permetterà al sistema finanziario lombardo, pubblico e privato, di non gettare al vento 2 miliardi di euro, che potranno invece essere meglio spesi per offrire credito e sostegno a imprese e famiglie, ma anche per fare le infrastrutture davvero utili.

Legambiente Lombardia , WWF  Cremona, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Coordinamento dei Comitati contro le autostrade Cr-Mn e Ti-Bre, Salviamo il paesaggio-Difendiamo i territori Comitato del cremonese, cremasco e casalasco

Gli interventi di "Cremona protesta" anche in una seconda pagina. Clicca qui




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di Gio, 1 ago 2013